QUATTRO ANATRE

Whistling-Duck,-Fulvous-webCinque anatre andavano a Sud: forse una soltanto vedremo arrivare,
ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare…“. Questa canzone di Francesco Guccini mi è venuta in mente quando ho letto il post di Daniele Imperi su Pennablu.it che lancia l’invito definisci la tua scrittura, quella attuale, in 4 parti che la contraddistinguono. Ora, le anatre erano cinque, è vero, ma il primo pilastro che non so definire in una sola parola è che di tutti e tanti buoni propositi che potrei pormi, se almeno uno mi riuscisse, basterebbe a farmi dire che ne è valsa la pena.

Non voglio essere scorretta però, e, se per definire gli obiettivi della mia scrittura attuale quattro parole devono essere, che siano quattro parole:

1 – PULITA come una linea nera che unisce i punti segnati su un foglio bianco;
2SPORCA come le mani dopo il lavoro e la fatica;
3VERA come la vita;
4FALSA come le storie, belle e brutte, che raccontano la vita.

E non so ben ridir, per la verità, se quelle quattro anatre che volano verso Sud siano la mia scrittura o se, invece, sono io che cerco (faticosamente) di scrivere!
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IO, SCRITTORE?

snoopy-scrittore2C’è una domanda che mi accompagna da sempre: sono uno scrittore? Ho provato molte volte a trovare “la risposta”, ma non l’ho mai trovata. Ho scritto, questo si. Ho scritto per lavoro ed ero felice di farlo, ma non era quella la risposta alla domanda. Ho scritto un racconto intero soltanto una volta, per sfida, per gioco, per partecipare ad un concorso e ho vinto la pubblicazione, ma nemmeno quella era la risposta. Ho scritto molte lettere, anche questo si, ho sempre bisogno di scrivere alle persone a cui voglio bene, ma che c’entra? Ho letto sempre tantissimo e leggendo ho cercato di imparare, mi sono fatta domande, ho indagato tra le righe, forse ho rubato, ho criticato, abbandonato, trovato, rivalutato, condannato, invidiato. La risposta, però, non l’ho mai trovata e la domanda è rimasta. Ho pensato di scrivere molte volte, sempre. Ogni volta che ho rischiato di sprofondare nel mio abisso, ogni volta che mi sono sentita sola, scrivere mi è apparso come l’unico sollievo, l’unica salvezza. Ogni viaggio, ogni viso, ogni sfumatura del giorno, avrei voluto scriverli perchè il mio cuore è troppo piccolo per contenere, da solo, tante emozioni. Ci ho provato, ho scritto parti di racconto, parti di romanzo, bozze, idee, appunti, ma è anche vero che sono molte di più le cose che, alla fine, non ho scritto. Storie, frasi, parole, uomini, donne, luoghi, odori che ho sulla punta della lingua, conservati chissà dove, ma non vengono fuori. Ho ricevuto molti complimenti su come scrivo. Alcune volte ho confessato a qualcuno di voler scrivere, altre volte ho evitato di dirlo. Ho evitato persino di dirlo a me stessa e, così, non ho mai trovato “la risposta”.

Poi, per caso, ho trovato un blog, Penna Blu di Daniele Imperi, ho letto un post “Tu, scrittore” e mi è sembrato di riconoscermi. Chissà se anch’io sono uno scrittore…